Sami Modiano - Testimone della SHOAH

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Samy Modiano con il preside Il 26 febbraio 2008 Sami Modiano è venuto ad incontrare gli alunni dell'ITC Colamonico per portare la sua testimonianza di sopravvissuto ai campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Riportiamo la trascrizione integrale del suo intervento .

Sami Modiano aveva 13 anni quando fu deportato ad Auschwitz. Dal giorno della liberazione, per oltre sessant'anni, è stato lacerato tra il desiderio di tornare per rendere omaggio ai suoi 59 familiari lì sterminati e la paura di non farcela a rivedere l'abisso di dolore dove hanno trovato la morte, trucidati dai nazisti, un milione e mezzo di esseri umani "colpevoli" di essere nati ebrei.

Finalmente nell'ottobre del 2005, Sami Modiano torna ad Auschwitz insieme a oltre 200 ragazzi dei licei romani. E' stato Piero Terracina, compagno del blocco 29, nel lager D, a chiederglielo un anno prima. "Prova, gli disse, ci sono i ragazzi, non sai quanto questi giovani abbiano bisogno di te..."

Sami Modiano, insieme alla moglie Selma Doumalar, vive oggi sei mesi a Ostia e altrettanti a Rodi dove ha riaperto la Sinagoga di Rodi e cura la memoria della comunità ebraica cancellata dalla follia nazista.

Dal 2005, Sami Modiano con la sua diretta, sofferta testimonianza instancabilmente portata in numerose e sempre attente platee, di studenti soprattutto, ha voluto raccontare e far ricordare la tragedia storica e la follia umana dei lager nazisti dando voce a quei milioni di ebrei che hanno concluso il loro a volte assai breve cammino terreno nei campi di sterminio e aggiungendo la sua voce a quella di altri sopravvissuti (ormai sempre più rari) della Shoah.

Compito, quello della testimonianza,  necessario ma difficile perché chi ha vissuto il dramma della Shoah "tacere è proibito, parlare è impossibile" (come efficacemente E. Wiesel ha espresso la contraddittoria condizione dei superstiti dei campi di sterminio).

Ogni nuova testimonianza relativa all'Olocausto, ha scritto il rabbino Elio Toaff, è come una "nuova tessera al grande mosaico della tragedia che ha colpito il popolo ebraico (...) Quel mosaico non potrà mai essere completato, perché tanto grande è stata la dimensione della sofferenza che è impossibile riuscire a descrivere compiutamente l'offesa recata ad ognuna dei sei milioni di vittime".


Fonti:
Famiglia cristiana 22/10/2005 - "Antisemitismo vecchio e nuovo"
Messaggero: 11/10/2005 - "I ragazzi ad Auschwitz: è il giorno della memoria"
Piazza, n.6-2004: Articolo del prof. Francesco Liuzzi "in ricordo di Elisa Springer"